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Genitori alle prese con la “Generazione Z”: bambini e adolescenti che crescono con smartphone e tablet

Cosa significa essere genitori alle prese con la “Generazione Z”? Oggi siamo tutti interconnessi in una rete fittissima di informazioni, possiamo scambiarci qualsiasi dato e comunicare in tempo reale con il resto del mondo. Tutto ciò sta modificando le relazioni, sempre più mediate dal virtuale.

Gli strumenti digitali nella quotidianità di bambini e adolescenti

L’utilizzo degli smartphone e tablet non è esclusivo dei giovani: si pensi ad esempio all’abitudine ormai diffusa di prenotare visite mediche, fare acquisti o pagare le tasse online. E’ pur vero che essere genitori vuol dire osservare quotidianamente come una parte importante della vita degli adolescenti e preadolescenti sia caratterizzata dall’uso degli strumenti digitali. Secondo una ricerca dell’Osservatorio “Social Warning – Movimento Etico Digitale”, l’80% dei ragazzi compresi tra i 10 e i 18 anni spende in media 4 ore al giorno sui social network. Come riportato dall’EU Kids Online Italy report del gennaio 2018, il 79% dei ragazzi di 9-17 anni usa internet per comunicare con amici e famigliari. Oltre il 50% guarda video online e visita quotidianamente il proprio profilo sui social media.

Nuove tecnologie, tra pro e contro

La diffusione delle nuove tecnologie offre indubbie possibilità. Pensiamo anche solo a come, durante i periodi di lockdown, i legami sono stati “preservati” grazie a videochiamate, streaming, piattaforme di condivisione di file, e così via. D’altra parte, occorre porre l’attenzione su cosa implicano nelle relazioni e a quali nuovi rischi ci espongono. Per i ragazzi, ad esempio, può capitare di incappare in situazioni critiche. Come una riduzione di interesse per altre attività (quelle scolastiche ma non solo), situazioni di vessazione o “cyberbullismo”[1]. Così come conflitti familiari sulle regole da adottare per utilizzarli. Per quanto tempo è concesso il tablet? Quali usi son consentiti del telefono? Son da considerarsi strumenti per il tempo libero o ostacolo alle occasioni di svago e divertimento tra pari o in famiglia?

Preparare il terreno per dialogare sul “mondo digitale”

Se per bambini e ragazzi avere a disposizione gli strumenti digitali è qualcosa di scontato, tanto da essere chiamati “nativi digitali”[2], usare agevolmente uno schermo touchscreen non vuol dire conoscere tutte le potenzialità e i rischi del dispositivo. Questi non si acquisiscono spontaneamente. Possiamo considerare il digitale come una delle aree di “competenza” del minore alla stregua dell’andare in bici, dello scrivere, o nuotare. Come qualsiasi altra competenza può essere affrontata e sviluppata nel rapporto tra genitore e figlio. L’adulto diventa figura di riferimento che può guidare e monitorare lo sviluppo.

La navigazione familiare

Il concetto di navigazione familiare[3] è un primo modo per valorizzare i legami attraverso l’uso del digitale, trasformandolo in un’occasione di condivisione.
Si può riassumere nel “creare dei momenti per fare delle cose insieme su internet”. Partire da un interesse comune – guardare un tutorial per costruire un aquilone, o per imparare a fare l’orto in cassetta – oppure fare delle ricerche online – ad esempio cercare gli animali più strani del mondo, una ricetta di una torta da preparare insieme, ecc..
Un’altra strategia per ‘crescere insieme’ nel digitale, consiste nel confrontarsi con i propri figli su cosa si prova a stare online e cosa più piace di questa dimensione. Il genitore, ad esempio, può farsi raccontare dal figlio come gli interessa passare il tempo su internet per poi andare a descrivere da cosa è attratto lui e per cosa lo usa.

Dal come si usa un dispositivo al come si comunica in modo costruttivo online

La navigazione famigliare può partire anche dall’insegnamento del funzionamento dei dispositivi (come si accende, come si attiva una app, ecc). Ma nell’arco di un breve periodo questa parte tecnica potrebbe non essere più prioritaria. Accade sovente che i bambini diventino abili utilizzatori in tempi brevi. A questo punto, il genitore non smette di avere un ruolo fondamentale, il suo supporto si potrà spostare sul come comunicare in modo costruttivo attraverso il digitale.

Come si allenano le competenze interattive online dei figli?

1. Il primo modo è pensare ai Social Network come “palestra” per imparare ad essere dei bravi comunicatori.
Accompagnarli nel riflettere sulle conseguenze di ciò che scrivono o scelgono di vedere sui social, sia in relazione a sé stessi che rispetto agli altri. Aiutandoli a ragionare autonomamente sull’impatto che le loro scelte online hanno per la propria web reputation, e per come potrebbero reagire altri fruitori dei social nel leggere/ visualizzare quanto si sta pubblicando. Ad esempio, si può immaginare cosa accade se si crea una chat di gruppo da cui si escludono volutamente alcuni amici o compagni. Oppure se si pubblica una foto di cui poi ci si pente.

2. Un’ulteriore strategia è quella di allenare i figli ad usare i social per comunicare in modo cooperativo e non solo da “spettatori passivi”.
Quello che un genitore può fare è ragionare con i propri figli rispetto al riconoscere quando un contributo sui social è costruttivo. Ovvero quando dà delle conoscenze in più rispetto a quelle già disponibili, non è giudicante” ed è fruibile da tutti.

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Come gestire i possibili rischi a cui ci espone il web?

Un altro punto di attenzione per i genitori riguarda il fatto che non sempre i ragazzi sono in grado di tutelarsi nel web.
In questo caso ci aiuta pensare a come ci comportiamo nell’ambiente non virtuale. Immaginiamoci che un genitore pensi che sua figlia attraversi in modo pericoloso la strada: come potrebbe agire? Certamente potrebbe proibirle di uscire di casa. Ma se vuole che la bambina vada a scuola, all’oratorio e al parco autonomamente, la strategia più funzionale sarà quella di insegnarle a cosa fare attenzione e come guardare i cartelli stradali in modo che possa attraversare sulle strisce pedonali in sicurezza. La stessa cosa vale nel mondo online: il genitore può trasferire gradualmente le conoscenze per l’utilizzo dei dispositivi digitali. Accompagnando lo sviluppo di competenze dei figli rispetto al riconoscere e gestire i pericoli, in modo tale che i rischi, che sempre permangono, abbiano meno probabilità di trasformarsi in danni anche quando i figli navigano autonomamente. Anche in questo caso una buona strategia è quella di creare occasioni per parlare di ciò che può succedere online. Ad esempio, guardando documentari o serie tv interessanti sui rischi di internet e commentando insieme al figlio tali aspetti al fine di trovare soluzioni nella gestione degli stessi.

Il digitale per condividere regole e incrementare la fiducia tra genitori e figli

Man mano che i figli crescono, il genitore può condividere le regole associate all’utilizzo dei dispositivi andando a definirle insieme. Quanto tempo utilizzare internet al giorno? cosa fare e non fare sui social? come gestire le password? i contatti con i conoscenti e le persone che non si conoscono, etc. Questo nell’ottica di evitare che i ragazzi si muovano in modo autonomo. Non imponendo in modo prescrittivo delle regole, ma costruendole sulla base dei possibili rischi che il digitale porta con sé. E tenendo conto delle esigenze del ragazzo in quella fase di sviluppo. Consentendo al bambino o pre-adolescente di sperimentarsi e allo stesso tempo responsabilizzarsi nell’uso del digitale, attraverso un costante dialogo tra genitori e figli. In questo modo ci si muove in anticipo anche in quelle occasioni in cui i minori potrebbero trovarsi a interagire nel mondo digitale senza che i genitori ne siano a conoscenza. In queste occasioni, avere costruito insieme una “cassetta degli attrezzi” su come comunicare in modo efficace online, può fare la differenza nel tipo di utilizzo che ne vien fatto.

Conclusioni e suggerimenti ai genitori

In conclusione, quello che un genitore può fare è riconoscere che non esiste una separazione tra “mondo virtuale” e “mondo reale”. Gli strumenti digitali sono mezzi per perseguire degli obiettivi, costruire e consolidare delle relazioni, sviluppare e approfondire conoscenze e competenze. E che tutto ciò può essere “a scavalco” tra l’offline e l’online, in un’unica dimensione “onlife”[4] in cui ciò che conta è che i figli crescano con la possibilità di diventare autonomi nelle proprie scelte. Ragionando in anticipo sulle conseguenze (positive o negative) a cui potrebbero andare in contro.

*testo a cura dello Staff di “Famiglia inForma”, portale scientifico del progetto Family Mapp

NOTE:

[1]. 1 adolescente su 10 tra gli 11 e i 13 anni subisce atti di “cyberbullismo”, contro l’8,5% dei ragazzi più grandi (Osservatorio Nazionale Adolescenza)
[2]. Riva, G., Nativi Digitali, Il Mulino, Bologna 2019
[3]. Piazza, D., Sala, M. G., & Bonanomi, G. (2016). Navigazione familiare. Genitori e figli insieme alla conquista della Rete (Vol. 1). Ledizioni.
[4]. Luciano Floridi, Luciano Floridi, The Onlife Manifesto: Being Human in a Hyperconnected Era, Springer, 2015, p. 1

a cura di: Eleonora Bacioccola, Carlo Gallone – Redazione FamigliaInforma

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